Chi sono

Più mi guardavo allo specchio e più avrei desiderato sparire.

Non mi piacevo più, non mi riconoscevo in quell’involucro che era il mio corpo.

Accadde tutto lentamente. Hai presente un rubinetto che perde poco, goccia dopo goccia? Quella perdita, che anche se piccola, da un fastidio enorme. Come se il rumore di quella maledetta goccia fosse assordante.

È così che è iniziato tutto, goccia dopo goccia, come un tarlo che lentamente mi scavava nella testa, si insinuò in me il malessere.

Iniziai lentamente a rattristirmi, poi intervenne l’ansia… mi spensi. Purtroppo non lo riuscii a reggere … mi porto alla depressione.

Non riuscivo più a sorridere, io che ero “l’anima della festa”, persi me stesso.

Mi guardavo allo specchio e non sapevo più chi fossi, provavo solo tanta rabbia…

Mi sentivo costantemente inadeguato…

Tutto iniziò al termine del terzo anno delle scuole medie, i professori iniziarono a farci la fatidica domanda

“che scuola vuoi fare dopo l’esame?”

Quando il prof di Matematica e Scienze me la pose io risposi ingenuamente “Il liceo scientifico”.

Da quella risposta, data impulsivamente e con naturalezza, iniziarono le prime insicurezze. Lì ricevetti il mio primo “lo studio non fa per te, scegli una scuola che ti insegni un lavoro”.

Convinto che loro sapessero cosa fosse giusto per me, seguii il consiglio. Purtroppo, ancora non sapevo che quella scelta avrebbe stravolto la mia vita.  

Avevo 14 anni, era il primo anno delle scuole superiori. Non conoscevo nessuno in classe, provai a farmi dei nuovi amici, perché la maggior parte dei miei compagni di classe scelse il liceo scientifico.  Purtroppo però da lì iniziò il mio calvario… fui preso di mira da un gruppo di “compagni” di classe.

Divenni vittima di bullismo!

In quel periodo, non appena aprivo gli occhi al mattino, dopo le pochissime ore di sonno… 3 o 4 ore massimo, già iniziava l’oblio.

Sembrava di immergersi in un barile d’acqua e trattenere il fiato, costantemente in apnea.

Non riuscivo più a “volermi bene”… ero arrabbiato con tutto e tutti.

Credevo di essere io ad avere qualcosa di sbagliato, di non essere adatto e rimanevo immobile ad accusare i colpi.

Mi sentivo così, nell’oblio del non voler far nulla.

Guardarsi allo specchio e sentirsi smarrito…

Senza rendertene conto, improvvisamente, senza sapere quando tutto è iniziato, ti guardi e vedi un involucro che sembra non essere più il tuo corpo.

So che è così che ti senti quando indossi una maglietta, ti guardi allo specchio e sembra che ti sei scolato 10 litri di birra, tanto da sembrare al quarto mese di gravidanza.  

Inizi quindi a scegliere gli indumenti non in base al gusto, ma in base a come ti fanno apparire allo specchio, e quella maglietta che ti piace tanto la lasci lì nel cassetto, perché un po’ troppo aderente per la tua forma attuale, e passi a quella maglietta che invece ti va un po’ più larga e ti permette di nascondere la pancia.

E improvvisamente il semplice vestirti per vivere la tua quotidianità diventa un atto di mortificazione e di umiliazione.

Privato della libertà di indossare l’outfit che realmente avresti voluto, costringendoti a indossare vestiti che probabilmente non avresti neanche mai abbinato…

Conosco quelle emozioni negative che senti… ansia, inadeguatezza, voglia di mandare a quel paese la serata e startene a casa, l’unico posto dove, se è la serata giusta, non ti senti giudicato.

Però lascia che ti dica una cosa, da chi purtroppo ci è passato prima di te, ma che per fortuna è riuscito ad uscirne.

Tutto questo non lo devi subire per forza!

Non commettere il mio stesso errore!

Il mio calvario è durato circa 4 anni, e ci ho messo un po’ per riprendermi.

Ripresi a respirare solo nel 2017. Ma non ci son riuscito da solo, non voglio prendermi meriti che non ho. Nel periodo più brutto della mia vita in cui ero veramente stanco, fisicamente e mentalmente, conobbi un nuovo gruppo di amici, grazie a un amico che mi trascinò a una serata, poiché in quel periodo stavo intraprendendo un percorso che non mi avrebbe reso chi sono oggi.

In quel gruppo, DA quel gruppo, è iniziata la vita di Gianluca, o meglio, Gianluca ha forse iniziato a capire chi voleva essere abbandonando ciò che era, un semplice involucro infelice, costantemente inadeguato.

La ripresa è stata lenta, non è stato un percorso “lineare”.

A piccoli passi, fatto di alti e bassi, cadute e riprese.

Quel “Non puoi farcela”, però, ha continuato ad accompagnarmi per tanti anni, al quarto anno delle superiori, all’università sia durante il percorso di laurea che durante il percorso di dottorato!

Solo che adesso non c’era più il Gianluca insicuro, inadatto, infelice, ma un Gianluca che aveva capito chi sarebbe voluto essere, determinato, in cammino verso il suo obiettivo.

Erano riusciti a tirarmi fuori da quella bolla in cui mi ero isolato da tutti e in cui covavo solo rabbia e disprezzo verso me stesso e gli altri!

Da lì, passo dopo passo, mi sono ritrovato.

Il cammino non è stato per niente facile, dura tutt’oggi. Ma ci sono stati, e ci sono, momenti in cui quella vocina che mi sussurrava che non ce l’avrei fatta torna forte.

Solo che questa volta, allo specchio, riesco a vedere la nuova versione di me, più consapevole, fatta di tante cicatrici ma anche di tanti sogni, determinata a realizzarli.

Perché finalmente ho capito che sta solo a me decidere quanto valgo e chi voglio essere!

Poiché ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire sentirsi dire “non puoi farcela”, “non sei adatto”, “non sei all’altezza”, decisi di diventare per gli altri l’altra parte della medaglia, non quella che ti giudica, ma quella che ti trasmette forza e determinazione nel rincorrere il tuo obiettivo.

Questa è la motivazione per cui mi sono diplomato come Personal Trainer prima e laureato in Biologia della Nutrizione dopo. Per poter essere quella figura professionale che ti incoraggiasse a diventare ciò che vorresti vedere allo specchio. Riconosco quei sentimenti deludenti quando ti guardi allo specchio e vedi un corpo che non ti piace. Come ti ho scritto, li ho vissuti in prima persona.

Quindi mi ripromisi che avrei dedicato tutto me stesso a rappresentare per gli altri quell’aiuto che ricevetti qualche anno fa.

Grazie alla doppia professione ho sviluppato le competenze necessarie per aiutarti a rimuovere dallo specchio quella figura fatta di pancia “gonfissima” e rotolini sui fianchi.

QUINDI NON ESSERE CON TE STESSO QUEL MALEDETTO PROFESSORE CHE TI DICE CHE NON PUOI FARCELA, PERCHÈ NON È COSÌ!

Non darti dei limiti che non hai!

Non permetterti di guardarti allo specchio e di vedere una persona che non è quella che realmente vorresti vedere!

Perché non te lo meriti, nessuno se lo merita.

Come è accaduto con Nunzia, dopo la prima visita di controllo mi scrisse:

“Grazie davvero per tutto!!!
Oggi per me è una grande giornata sto ritornando ad accarezzare l idea abbandonata di ritrovar il mio peso ideale … mi sto riappropriando del mio corpo e questo davvero vale tantissimo!”

 

Perché non può accadere anche a te? Di riappropriarti del tuo corpo?

Non ti prometto che sarà facile, perché non lo è.

Richiede impegno, determinazione, ma ti posso assicurare che quando sarai sulla vetta della montagna che scaleremo insieme, guardandoti indietro sarà bellissimo!

Come è successo a Lorenzo, un paziente di cui curo sia l’alimentazione che l’allenamento, che mi ha scritto:

“Sto facendo un fisico che mi piace un casino”

E ancor prima di questo messaggio, quando ancora era all’inizio del percorso:

“[…] Ad oggi Gianluca mi ha fatto lavorare molto su me stesso, seguendomi passo passo tra dieta e allenamenti. Ciò che 4 mesi fa credevo letteralmente impossibile ora è diventato possibile, aiutandomi giorno dopo giorno a credere nelle proprie capacità”.

Quindi ti chiedo di non darti limiti, ma degli obiettivi da raggiungere insieme. Ci stai?

Allora clicca qui, e scarica la  tua guida informativa